lunedì 21 gennaio 2008 Cara Unità,
che i Radicali non abbiano potuto fare volantinaggio a piazza San Pietro nella domenica del cosiddetto papa-day, mi sembra una mancata occasione di dialogo. Avrei voluto vedere in tv il nostro Presidente del Consiglio rammaricarsene con la stessa faccia scura che aveva il giorno in cui Joseph Ratzinger ha declinato l'invito del Rettore della Sapienza. Ma si sa, i radicali in politica non hanno gli stessi numeri dei cattolici… E Pannella non è Ratzinger. Anche se una cosa li accomuna: il primo ha condotto e vinto la battaglia per la moratoria contro le esecuzioni capitali, il secondo tenta di ascrivere alla sua Chiesa la paternità della stessa moratoria… A tal proposito non è superfluo ricordare come nel diritto canonico la pena di morte sia ancora prevista e anche come l’ultima enciclica che affronta l’argomento (la “Evangelium vitae” di Karol Wojtyla, 1995) si limiti a specificare che «i casi di assoluta necessità di pena di morte «sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti». Perciò, se intanto il Vaticano si impegnasse a risolvere questa contraddizione, già saremmo al principio di un dialogo possibile, almeno sulla pena di morte.
venerdì 25 gennaio 2008
Libertà di parola - 5
Altro appunto per i 'liberalissimi' cattopolitici con problemi di coscienza, i vaticanisti da bar e da piazza, teo-dem con o senza cilicio, studenti col bavaglio a intermittenza e atei devoti da baraccone, è questa lettera di Paolo Izzo pubblicata su Resistenza Laica e sull'Unità, ancora a proposito della -mancata- visita papale alla Sapienza:
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