venerdì 15 febbraio 2008

194: che dicono i "cattolici adulti"



Per fortuna non esiste un 'pensiero unico' in seno alla chiesa: ci sono, sebbene minoritari, anche 'cattolici illuminati', o 'adulti' per dirla alla Prodi.
Noi Siamo Chiesa sulla 194:

Comunicato Stampa
La 194 sia meglio applicata. Si considerino solo modifiche legate alle novità medicoscientifiche. La CEI non appoggi più né “teocon” né “teodem”.
Una dichiarazione del portavoce di “Noi Siamo Chiesa”.

Il portavoce di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite, in relazione alle polemiche di questi giorni sulla legge n. 194, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Il Presidente della CEI Mons. Angelo Bagnasco, nell’intervista al “Corriere” di oggi, ha detto che bisogna fare molto di più per dare attuazione all’art. 1 della legge n. 194 secondo cui “ lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”. Come si può non essere d’accordo ? Anche Umberto Veronesi su “Repubblica” di oggi insiste molto su questo punto dicendo “E’ con l’informazione e l’educazione che si battono i mali”. Ma noi, cattolici, interni alla comunità ecclesiale, dobbiamo ricordare alla nostra Chiesa che, in questa direzione, il primo compito dei suoi vertici dovrebbe essere quello di modificare la sua linea contraria agli anticoncezionali, da tempo del tutto incomprensibile, di promuovere una sana educazione sessuale (invece di guardarla quasi sempre con diffidenza e stimolando soprattutto la responsabilità dei maschi) e di chiedersi perché nel nostro paese la politica per la famiglia e a favore della natalità, soprattutto nei confronti dei soggetti più bisognosi, è del tutto insufficiente nonostante che dei cattolici siano al governo del paese, in modo ininterrotto, dal 1945.
Nel merito, “Noi Siamo Chiesa” (NSC) ha sempre sostenuto che “la 194 è una legge positiva, che ha affrontato, laicamente, un reale problema sociale e che ha affermato con determinazione il valore della vita, preoccupandosi di creare le condizioni perché l’aborto sia evitato o perché, alla peggio, avvenga in condizioni accettabili, sottraendolo alla clandestinità ed alla speculazione. La legge è stata efficace e gli aborti sono molto diminuiti…..La legge non può che riconoscere e rispettare la libertà di decisione della donna in una situazione come quella della gravidanza così intimamente connessa con il suo essere fisico, psicologico e con le sue prospettive esistenziali. E, per quanto possa essere faticoso da accettare, lo stesso giudizio etico (anche quando illuminato dalla fede) deve fermarsi ed avere il massimo rispetto delle decisioni della donna, che molto spesso sono assunte in condizioni personali molto difficili. Ma, per tutte e per tutti, e soprattutto per i credenti, l’interruzione volontaria della gravidanza rimane un fatto traumatico, una violenza grave all’ordine della natura e della creazione e pone continuamente il problema della sua prevenzione” (comunicato del 10 gennaio 2006).
Ciò premesso, una eventuale modifica della 194 non dovrebbe interessare la sua struttura ma solo la presa d’atto delle novità medicoscientifiche degli ultimi trent’anni. Per fare ciò sarebbe necessario un impegno di tutto il Parlamento (superando l’attuale scontro frontale che si manifesta anche su questo problema), con il contributo degli operatori dei servizi sociosanitari e di quei cattolici che sono consapevoli delle loro responsabilità nei confronti di tutte e di tutti (ciò avvenne durante l’approvazione della legge nel 1978 portando ad un suo miglioramento).
Non contribuisce a un clima di positivo confronto la richiesta di una moratoria della legge 194 simile a quella votata dall’ONU nei confronti della pena di morte. Questo collegamento tra le due moratorie non ha una base né scientifica, né etica (Massimo Cacciari) ed è inconcepibile (Chiese evangeliche).
Non contribuisce a un clima positivo e ad una riflessione che vada a fondo delle situazioni concrete l’appoggio costante ed a tutto campo che la Presidenza della CEI dà sia ai “teocon” che ai “teodem”. “Noi Siamo Chiesa” auspica da sempre un passo indietro, da parte di chi guida la Chiesa cattolica in Italia, dall’intervento su questioni politiche e parlamentari e che l’ impegno a favore della vita da parte di tutti i cattolici si manifesti, per esempio, contro le strutture di morte, come le basi militari e gli arsenali nucleari che, invece di ridursi, proliferano nel nostro paese.”
Roma, 4 gennaio 2008

“Noi Siamo Chiesa” fa parte del movimento internazionale We Are Church-IMWAC, fondato a Roma nel 1996. Esso è impegnato nel rinnovamento della Chiesa Cattolica sulla base e nello spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). IMWAC è presente in venti nazioni ed opera in collegamento con gli altri movimenti per la riforma della Chiesa cattolica.

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